di Antonio Prete

Sull’Esplanade l’azzurro si scioglie
in vitree trasparenze, tremolando.
Una luce marina per le strade.
Narcissa, sola, nel Jardin des plantes,
ascolta un suono selvoso di rime.
.
Lungo gli stagni, allineati, i profili
dei fenicotteri, prima di sera.
.
Sulla riva, al lunare scintillio,
i nostri passi, e le parole d’ombra
che cadono, leggere, sulla sabbia :
laggiù è Sète, le luci del porto,
la trama d’alberature dormienti
sull’acquascura, e gli occhi di un ragazzo
che apprese dall’orizzonte marino
a congiungere il visibile e l’estremo.




































































