di Anna Stomeo

Charles Foster, Offerta a Moloch, 1897.
Il contesto capitalistico mondiale, nei suoi risvolti geopolitici, economici e istituzionali devastanti, che gli analisti ci vanno rivelando e descrivendo giorno dopo giorno, nella sua brutale linearità e apparente necessità, non è certo facilmente comprensibile e afferrabile nella logica quotidiana del cosiddetto cittadino medio occidentale, ammesso che ancora esista, cresciuto nella sincera fede neoliberista, secondo la quale il capitalismo più sfrenato può realizzare il benessere diffuso, insieme alla promozione e persino all’esportazione della democrazia. False illusioni, o vere e proprie fake new, di un mondo globalizzato, che oggi non esiste più e che l’Occidente ha rimosso per fare spazio a nuove forme di esistenza del capitale e di sopravvivenza del mercato, in una realtà geopolitica conflittuale.
Un mondo che appare inedito e per molti versi inaudito, fatto di competizioni, di dazi e di corsa agli armamenti, spacciata per autodifesa, e di riarmo come ghiotta occasione di guadagno, di criptovalute e fondi di investimento, di negazionismi e di insofferenza per le regole, di sfacciato dominio e di invereconde sottomissioni, di autoritarismi e di destre estreme, di esibito razzismo e di leggi securitarie, di guerra alla Giustizia e di affossamento delle Istituzioni democratiche.




































































