di Antonio Prete

Grigiolunari tronchi, anfratti e nodi,
infogliate ferite, antri di numi
arborei e di moresche fole, ulivi,
nella cui chioma leggera s’immilla
il verde, e svaria giungendo al pallore,
assorti, in muta folla degradanti
fino alle aspre marine, vampa e quiete,
dove dormono, in un solo respiro,
le dure albe delle raccoglitrici,
gli incantamenti acerbi dei ragazzi,
resistete alla polvere dei giorni,
all’erosione della lontananza
…
Selva splendente, non ti renda opaca
la salsedine né il vento della vita.




































































