Archivi categoria: Prosa

Letteratur (e) Rerum vulgarium fragmenta 9. L’indispensabile inutilità del classici

di Antonio Errico I classici possono anche non servire a niente. Per esempio, i classici non servono a niente quanto non si riesce a fornire risposte alle loro domande. Perché i classici non danno mai risposte; scagliano sempre domande, insegnando … Continua a leggere

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La penna, il computer e la sostanza della scrittura

di  Antonio Errico Probabilmente non è più il tempo di dire quello che sto per dire. Perché è superato, improbabile, anacronistico.  Eppure c’è chi lo dice e lo fa. E’ notizia di questi giorni che otto fra le maggiori università … Continua a leggere

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Arte e poesia hanno lo sguardo verso il futuro

di Antonio  Errico In  questo nostro tempo di povertà spirituale, l’unico modo per tornare vivi è richiamare in servizio l’arte, la poesia, essenziale come il sangue nelle vene, per sfuggire a un’attualità bugiarda, a pensieri fasulli. Così dice Toni Servillo … Continua a leggere

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Xylella

di Antonio Prete Distese di ulivi che dalla piana giungevano fino alla macchia, e qualche volta arrivavano fino alle scogliere, quasi a lambire le cale di rocce carsiche e di strisce sabbiose, diradandosi poi presso una torre saracena. Nei giorni … Continua a leggere

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Un nuovo anno tra speranza e memoria

di  Antonio Errico Da qualche giorno è cominciato un anno nuovo. Ma il passaggio da un anno ad un altro è soltanto un pensiero rapidissimo, una percezione leggera, una delle innumerevoli espressioni di quel sentimento che avvertiamo ogni volta che … Continua a leggere

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Album, infanzia

di Antonio Prete Sui tetti piani, in mezzo a scacchiere di tufo grigio. I rossi orecchini dell’aquilone ondeggiano in alto. Ridono nella luce. Laggiù, tra una casa e l’altra, gli orti di limoni.  Più oltre, il mareggiare degli ulivi. Sulla … Continua a leggere

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La ricerca della felicità

di Benedetta Vincenti Diceva il cantautore bolognese Lucio Dalla nel lontano 1988: Ah felicità Su quale treno della notte viaggerai Lo so Che passerai Ma come sempre in fretta Non ti fermi mai Proprio queste parole appaiono emblematiche per affrontare … Continua a leggere

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Conversazione a Roca Vecchia 2

di Antonio Devicienti È un buon luogo, questo, per ritrovarsi a conversare: il mare invernale, lasciato finalmente solo, si dà in tutta la sua austera significanza ed è parca, commovente la sua bellezza priva dei facili trionfi dell’estate. «Desidererei conversare … Continua a leggere

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L’inutilità di un sapere che non somiglia all’esistenza

di Antonio Errico Vladimir Ipat’evic Persikov, luminare di zoologia, scopre un misterioso raggio rosso, capace di accelerare portentosamente la crescita di qualsiasi organismo vivente che vi si trovi esposto. La notizia trapela e viene diffusa con accenti sensazionalistici. Al direttore … Continua a leggere

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Creatività e tecnologia per lo sviluppo della civiltà

di Antonio Errico Maturano tempi, certe volte, che richiedono, o pretendono, la completa revisione e riformulazione di concetti stratificati, consolidati, rispetto ai quali si sono acquisite certezze sui significati, sulle loro relazioni con il sistema simbolico e culturale, con la … Continua a leggere

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Inchiostri 21. Il settimo sigillo

di Antonio Devicienti La partita a scacchi con la Morte che Antonius Blok intraprende in riva al mare, in un tempo violento e antiumano, non è mai finita. La generosità del Cavaliere intesse una partita tra le cui maglie il … Continua a leggere

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Conversazione a Roca Vecchia 1

di Antonio Devicienti È un buon luogo, questo, per ritrovarsi a conversare: il mare invernale, lasciato finalmente solo, si dà in tutta la sua austera significanza ed è parca, commovente la sua bellezza priva dei facili trionfi dell’estate. «Ho sempre … Continua a leggere

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La lingua cambia continuamente perché racconta l’esistenza

di Antonio Errico Le parole vengono dalle creature che nella loro esistenza hanno quelle parole. A volte le creature vengono da luoghi lontani e dunque anche le parole vengono da luoghi lontani. Da storie lontane. Da lontane, inimmaginate esperienze. Babele … Continua a leggere

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Questa inciviltà del rumore in cui annega il pensiero

  di Antonio Errico C’è un libro di Gillo Dorfles che si intitola Horror Pleni; il  sottotitolo reca La in (civiltà) del rumore. Questo tempo è ricolmo di rumore. Il chiasso rimbombante, il grido immotivato, l’espressione scomposta, la verbosità prepotente, … Continua a leggere

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La ‘difesa’ dei confini

di Pietro Giannini Per giustificare il respingimento dei migranti portati in Italia dalle navi “Geo Barents” e “Humanity1” (poi fortunatamente abbandonato dopo le pressioni della UE) Giorgia Meloni ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è difendere la legalità, la sicurezza e … Continua a leggere

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Manco p’a capa 114. Scenari di guerra

di Ferdinando Boero Ho trascorso il 1983 negli USA, in California, a fare ricerche nel Bodega Marine Laboratory di UC Berkeley (attualmente Davis). I miei amici californiani si sorpresero che avessi un posto di ruolo, a vita, a 32 anni: … Continua a leggere

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Profondità o superficialità: che cosa consegnare al futuro

di Antonio Errico      L’uomo senza memoria vagola confuso ed incerto  nel presente che attraversa. Non sa qual è la logica del suo andare, qual è la ragione del suo fare. Non trova una spiegazione oppure una spiegazione neppure gli interessa. … Continua a leggere

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Il respiro

di Antonio Prete La trovai molti anni fa in riva al mare. Ha forma di figura umana, il capo chino sopra il petto e le braccia  a cerchio intorno, come a proteggere gli occhi dalla luce.  Così raccolta in se … Continua a leggere

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Un’emozione per comprendere l’arte e il mondo

di  Antonio  Errico La comprensione, forse, non è necessaria. Quella comprensione che si intende completa, compiuta, definitiva, può anche non essere necessaria. L’attrazione, invece, è necessaria. Il richiamo irresistibile. La seduzione provocata dall’incompreso, da quello che è o può sembrare … Continua a leggere

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Ustione, folgore, fuoco: suggestioni chariane

di Antonio Devicienti Inseguire il tema dell’ustione per scaldarmi e bruciarmi al magistero di chi sa additare una via alla parola; mi affido così a René Char poeta-fabbro, poeta-maniscalco, poeta dal grembiule di cuoio – ed ecco la scintilla esplosa … Continua a leggere

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