Archivi categoria: Prosa

Le persone e il cellulare. Così il mondo sfugge di mano

di Antonio Errico Sera d’agosto torrida. Scirocco tramortente.  Un ristorante all’ora di cena. Per prendere posto si fa la fila ordinata e silente di un‘ora, poco più, poco meno. Ad un tavolo una famiglia: madre padre figlio adolescente.  La donna … Continua a leggere

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Insieme uomo e macchina nel nome del progresso

di Antonio  Errico Il 10 febbraio del 1996, a Filadelfia, il campione del mondo Garry Kasparov, perde la partita a scacchi con Deep Blue.  Sette   giorni dopo, Garry Kasparov riesce a prendersi la rivincita.  Poi riuscirà anche a vincere il … Continua a leggere

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Zibaldone galatinese (Pensieri all’alba) XLVI

di Gianluca Virgilio Il femminicidio non è altro che una delle forme del cannibalismo. Ritrovata cadavere, uccisa e fatta a pezzi a Borno, nel Bresciano… È l’ultima notizia della mostruosità umana, che mi perviene proprio mentre leggo le parole di Emilia … Continua a leggere

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Trent’anni sono pochi per salvare la Terra

di  Antonio Errico Ci sono due giovani pesci che nuotano. A un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: “Salve, ragazzi. Com’è l’acqua?”. I due pesci giovani nuotano ancora … Continua a leggere

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Zibaldone galatinese (Pensieri all’alba) XLV

di Gianluca Virgilio Finito e infinito, secondo Ludwig Wittgenstein, Osservazioni filosofiche, a cura di Marino Rosso, in Wittgenstein, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 2008, p. 595: “Naturalmente sappiamo tutti che cosa vuol dire che esiste una possibilità infinita e una realtà … Continua a leggere

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Leggerezza e bellezza per l’assedio del tempo

di Antonio Errico Vengono tempi, a volte, che mostrano, anche se fugacemente, una qualche condizione di leggerezza. Come se uno, all’alba, aprisse una finestra e si ritrovasse negli occhi un cielo trasparente e  una sbalordente biancata di mare. Ma poi, … Continua a leggere

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Taccuino estivo 8. Dietro il paesaggio

di Antonio Prete Sugli ultimi fogli di questo taccuino estivo voglio dire non più dei luoghi, ma di una domanda che, mentre siamo intenti a osservare un paesaggio, o quando camminiamo in una città o su un sentiero, ci può … Continua a leggere

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Taccuino estivo 7. Geografia interiore

di Antonio Prete La geografia interiore ha mappe con toponimi intorno ai quali si levano paesaggi astratti, fatti di pochi elementi, sopravvissuti all’oblio: una linea di mare, la curva di una collina, una stanza disadorna, una strada con figure prive … Continua a leggere

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La cultura necessaria per orientarsi verso il futuro

di  Antonio  Errico Probabilmente non esiste una sola persona al mondo che non riconosca l’indispensabilità della cultura. Perché, direttamente o indirettamente, la cultura interessa chiunque, a qualsiasi età e in ogni situazione, anche se com’è ovvio in diversa misura, con … Continua a leggere

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Taccuino estivo 6. Casole d’ Otranto

di Antonio Prete Quel vortice di accadimenti e di voci, di presenze e di mutazioni che chiamiamo storia allo stesso tempo mette in opera sparizioni e lascia visibili tracce. Quando penso a Otranto e alla sua costa, i due movimenti … Continua a leggere

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Volontà

di Gianluca Virgilio Anche se tutto ciò che desideriamo avvenisse, tuttavia ciò sarebbe solo, per così dire, una grazia del fato, poiché non v’è, tra volontà e mondo, una connessione logica che garantisca tale connessione, e comunque questa stessa supposta … Continua a leggere

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Breve saggio sulle cartiere abbandonate

di Antonio Devicienti Questo è un breve saggio che indaga ragioni sentimentali, non economiche né sociali – ma che non ricerca facili effetti estetizzanti nei luoghi abbandonati d’era industriale e postindustriale. La cartiera abbandonata è, infatti, come una conceria abbandonata, … Continua a leggere

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La nostalgia delle parole che perdiamo ogni giorno

di Antonio  Errico Rassomigliano agli uomini, alle donne, ai giovani, ai vecchi, ai ragazzi, ai bambini, che le pronunciano, le sussurrano, le gridano, le adorano, le disprezzano. Rassomigliano al tempo delle creature: ai loro amori e ai disamori, ai loro … Continua a leggere

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Taccuino estivo 5. Paesaggio

di Antonio Prete Nella macchia, dove l’intrico di cardi spinosi, di lentischi, di mortelle cominciava a diradarsi, si apriva una radura rigata da un rivolo d’acqua azzurrino. Ho seguito, le spalle alla scogliera marina, il piccolo corso d’acqua fino a … Continua a leggere

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Verso l’eclisse dell’esclamativo?

di Antonio Prete L’esclamativo: un’asticella che sovrasta un punto. Un segno che raccoglie, di volta in volta, un sentimento: lo stupore, il grido, il richiamo, la minaccia, l’avvertimento, la scoperta, l’annuncio, l’ingiunzione, la paura, l’incantamento, l’esortazione, la sorpresa. E questo … Continua a leggere

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Otranto, 14 agosto 1480: il coraggio di una scelta

 di Adele Errico La mattina del 14 agosto 1480, Antonio Pezzulla, detto “Primaldo”, si inginocchia in cima al colle della Minerva, a Otranto. Il colpo netto di una scimitarra gli mozza la testa che rotola giù per il colle. Il … Continua a leggere

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Pensiero nuovo e passioni per salvare il pianeta

di Antonio Errico A volte l’uomo della strada si domanda se lui, proprio lui, può fare qualcosa per salvare il pianeta. Se lo chiede quando alle sei di mattina esce di casa e sente già, a quell’ora, le unghiate del … Continua a leggere

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Taccuino estivo 4. Tra Torre dell’Alto e Torre Sant’Isidoro

di Antonio Prete Sono nato in un paese non lontano dal mare, e forse per questo nelle città in cui con più frequenza mi è accaduto di abitare – Milano, Parigi, Siena – ho sempre avvertito l’assenza di una riva marina, … Continua a leggere

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La sublime utilità delle cose inutili

di Antonio  Errico Mentre sto leggendo qualcosa, così, tanto per leggere qualcosa, incontro una pagina in cui la filosofa ungherese Agnes Heller dice se qualcuno dovesse chiederle, come filosofa, che cosa si dovrebbe imparare al liceo, risponderebbe: prima di tutto, … Continua a leggere

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Taccuino estivo 3. Salento

di Antonio Prete Quinto Ennio, il poeta latino che primo usò il verso esametro, diceva di possedere tre anime (“tria corda”): una greca, una romana, una osca. Il poeta degli Annales era nato a Rudiae, oggi parco archeologico a tre chilometri da … Continua a leggere

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