Girolamo Comi, spirito d’armonia (15 marzo 2019)

A cinquant’anni dalla morte di Girolamo Comi, la prima grande mostra sul poeta e scrittore salentino che nel 1948, dopo gli studi in Svizzera e le esperienze parigine e romane, fonda nel suo palazzo a Lucugnano l’Accademia Salentina, vero e proprio avamposto della cultura letteraria e artistica dell’Italia del dopoguerra. «Lucugnano al centro della vita culturale del Paese? Sì, certo. Perché Girolamo Comi aveva un respiro ampio, dialogava con i maggiori intellettuali italiani del tempo e la sua condizione periferica era esclusivamente geografica. Oggi dobbiamo impegnarci per valorizzare quel tessuto di storie, saloni, libri, lettere, ricordi e opere che appartengono alla sua vita e alla irripetibile esperienza della rivista “L’Albero”. L’Accademia Salentina e i suoi membri ci hanno insegnato che dal sud si può costruire una via tangibile per riflettere sui grandi temi e dalle pagine della rivista emerge tutto questo: vivacità, fraternità, lungimiranza, poesia, storia, arte», commenta Loredana Capone, Assessore all’industria turistica e culturale della Regione Puglia. La mostra, che inaugura il 15 marzo alle ore 18 e sarà visitabile fino al 15 giugno, è allestita nel primo piano della Biblioteca Bernardini di Lecce, dove è presentato un filo narrativo tra la vita, l’impegno letterario ed editoriale di Comi, le sue amicizie e i sodalizi culturali con intellettuali, poeti ed artisti. L’allestimento della mostra consente al pubblico di attraversare uno spazio immersivo di studio, ricerca e di condivisione con la straordinaria esperienza comiana e, partendo dalla Biblioteca Bernardini, prosegue a Lucugnano nel Palazzo Comi, residenza del poeta che custodisce e promuove la sua biblioteca e il suo archivio. Tra i preziosi documenti in mostra, le edizioni rare pubblicate da Comi nel corso della sua esistenza, i numeri dell'”Albero”, manoscritti, lettere, foto, il libro delle presenze degli incontri dell’Accademia Salentina, con appunti, relazioni e disegni tracciati dai suoi membri. La mostra – ideata da Luigi De Luca, direttore del Polo biblio-museale di Lecce, con la curatela di Antonio Lucio Giannone, Lorenzo Madaro, Mauro Marino e Brizia Minerva e il progetto grafico e l’allestimento di Big Sur (Francesco Maggiore e Efrem Barrotta) – propone un percorso immersivo nella vita e nelle esperienze letterarie e intellettuali di Comi e dei suoi compagni di strada, con centinaia di documenti, tra libri, manoscritti, lettere e fotografie, e opere degli artisti vicini alla rivista “L’Albero” che aveva fondato nel 1949: Vincenzo Ciardo, Ferruccio Ferrazzi, Aldo Calò, Antonio D’Andrea e Lino Paolo Suppressa. Nelle sale della Biblioteca Bernardini di Lecce le fotografie di Maurizio Buttazzo ci riportano idealmente nella casa del poeta a Lucugnano, Palazzo Comi, luogo della sua vita privata ma anche di incontri e scambi culturali. «Nel silenzio e nella calma della tua casa / anche le parole non fanno rumore, vengono / da lontano, / fermano l’anima, a deciderla, / a specchiarsi. Così, sul paesaggio di / questa terra, la luce / – per troppa luce – / non è più luce, ma la reliquia di / un evento, la rovina di un ordine». Il 28 maggio 1962 Alfonso Gatto dedica queste parole all’amico e sodale Girolamo Comi (Casamassella, 23 novembre 1890 – Lucugnano, 3 aprile 1968), in occasione della prima visita da lui fatta nel palazzo di Lucugnano, sede, dal 3 gennaio 1948, dell’Accademia Salentina, il cenacolo intellettuale da lui fondato con un drappello di suoi amici attivi sul fronte della poesia e dell’arte nel territorio nazionale, tra cui Luciano Anceschi, Rosario Assunto, Vincenzo Ciardo, Maria Corti, Oreste Macrì e Ferruccio Ferrazzi. Fu un’esperienza irripetibile di dialogo e confronto, di incontri – avvenuti periodicamente fino al 1953 – nelle sale di Palazzo Comi, tra libri, opere d’arte, i ritmi lenti di un piccolo paese abbarbicato nella luce del Capo di Leuca e di un impegno comune, la rivista “L’Albero”, un progetto intellettuale ed editoriale, che Comi sostenne economicamente in prima persona fino al 1966, chiamando a raccolta i suoi sodali per pubblicare poesie, traduzioni, saggi e articoli di respiro non soltanto nazionale. Dopo aver vissuto a Parigi – negli anni della formazione – e Roma, nell’immediato dopoguerra fa ritorno definitivamente a Lucugnano. Ma non è un esilio, bensì un nuovo inizio. Decide di mettere a disposizione della ricerca culturale il proprio palazzo, aduna così le migliori forze intellettuali conosciute fino a quel momento, a cui chiede un impegno tangibile e – soprattutto – di credere nella forza della condivisione di ideali legati alla poesia e all’arte. Oggi, celebrati i cinquant’anni dalla morte del poeta, la mostra intende mappare le sue esperienze, ricostruire le sue relazioni amicali e lavorative, studiare le sue raccolte poetiche, avanzare nuove ipotesi interpretative sul suo operare e – sempre mediante l’ausilio dei preziosi documenti custoditi nella biblioteca che porta il suo nome – tracciare la storia di una grande avventura culturale andata in scena da quella torre di avvistamento che è stato il Palazzo di Lucugnano, periferico soltanto geograficamente. La mostra è accompagnata da un catalogo e da un’antologia poetica di Comi. Il catalogo, oltre a un intervento di Luigi De Luca sull’“utopia” del poeta, contiene numerosi contributi dedicati a vari aspetti della vita e dell’attività di Comi: Antonio Lucio Giannone e Fabio Moliterni prendono in esame l’attività letteraria; Simone Giorgino e Gloria Fuortes si occupano dell’Archivio e della Biblioteca di casa Comi; Mauro Marino si sofferma sulla biografia del poeta; Lorenzo Madaro e Brizia Minerva passano in rassegna gli artisti dell’Accademia salentina e dell’“Albero”; Giuliana Coppola e Silvia Piccinonno pubblicano due testimonianze. L’antologia, a cura di A. L. Giannone e S. Giorgino, comprende le tre principali raccolte poetiche di Comi, da tempo irreperibili: Spirito d’armonia, Canto per Eva e Fra lacrime e preghiere. Tutto in Comi appare necessario, anche le disavventure – come il fallimento dell’impresa dell’Oleificio Salentino, che lo obbliga a cedere persino il palazzo di famiglia alla Provincia di Lecce per pagare i debiti e garantirsi un sostentamento – sembrano essere segno di un destino: motivo di energia e di un continuo ripartire. All’inaugurazione interverranno: Loredana Capone (Assessore all’industria turistica e culturale della Regione Puglia), Luigi De Luca (Direttore del Polo biblio museale di Lecce), Stefano Minerva (Presidente della Provincia di Lecce), Goffredo Fofi (critico), Antonio Lucio Giannone (Università del Salento), Maria Piccarreta (Soprintendente Lecce, Brindisi e Taranto), Maria Carolina Nardella (Soprintendenza Archivistica per la Puglia), Carlo Chiuri (Sindaco di Tricase) Simone Coluccia (Ass. Tina Lambrini, Palazzo Comi) e Davide Indino (il sedicenne lucugnanese nominato di recente Alfiere della Repubblica dal Presidente Mattarella). Una mostra sostenuta da Regione Puglia. Assessorato industria turistica e culturale Dipartimento Turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio, Regione Puglia Teatro Pubblico Pugliese Polo biblio-museale di Lecce con il patrocinio di Soprintendenza archivistica e bibliografica della Puglia e della Basilicata Soprintendenza archeologia belle arti paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto Provincia di Lecce Università del Salento

INFO Biblioteca Bernardini Da lunedì a sabato 9.00 > 20.00 Palazzo Comi da lunedì a venerdì 9.00 > 13.00 martedì e giovedì 15.00 > 17.00

girolamocomi.it

 

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