Archivi tag: Adele Errico

Un libro per l’estate 1. “Lo straniero” di Albert Camus e la meraviglia di essere uomini

di Adele Errico È “traboccante di sole”, Lo straniero di Camus. È il sole di Algeri, che fa battere il sangue nelle tempie, rende molle l’asfalto e illumina il paesaggio di luce cruda. Sotto questo sole si consuma l’esistenza di … Continua a leggere

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Carta poetica del Sud di Simone Giorgino

di Adele Errico “…e nulla c’è che mi distolga dal credere che ancora oggi la terra e gli uomini abbiano bisogno d’essere amati dal mio sguardo, suscitati nella terra, forti, vittoriosi nella splendida materia delle parole”. Così scriveva Alfonso Gatto, … Continua a leggere

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Raffaele Carrieri: arte, cultura e fame a Montparnasse

di Adele Errico Quella di Montparnasse è una fame che divora da dentro, un buco che parte dallo stomaco e si propaga come voragine in ogni centimetro del corpo. Ogni personaggio del romanzo di Raffaele Carrieri, Fame a Montparnasse, è … Continua a leggere

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Carte d’amore di Antonio Prete

di Adele Errico Una carrozza corre per le strade di Rouen. Le attraversa, prendendo velocità al dolore della frusta sui cavalli che galoppano in un turbine di polvere e, a ogni minima sosta, una voce di uomo dall’interno della carrozza … Continua a leggere

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Galleria d’amore: quattro dipinti per Sonja e Raskòlnikov

di Adele Errico Un uomo e una donna si tengono per mano. Li vediamo di spalle, gli occhi rivolti alla steppa siberiana inondata di sole. Lui è uno degli assassini più famosi della letteratura, lei è la via per la … Continua a leggere

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Grazie per il ballo

di Adele Errico Il taxi arriva al numero 88 di Währinger Gürtel alle 22.45. Al telefono ti avevano detto che avresti dovuto trovarti alle 23.30 davanti al cancello dell’ambasciata italiana e, possibilmente, di portare con te una mascherina: “ci saranno … Continua a leggere

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Intervista ad Andrea Donaera

a cura di Adele Errico Lei che non tocca mai terra è una fiaba oscura. Ogni fiaba ha degli aspetti oscuri che lasciano addosso un senso di orrore profondo, arcano. Cosa ti affascina di più delle fiabe? Soprattutto delle due … Continua a leggere

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Andrea Donaera, Lei che non tocca mai terra. Un coro di voci che cantano d’amore

di Adele Errico Milan Kundera sosteneva che i suoi personaggi non nascevano certo da un grembo materno e che la sua Tereza fosse nata dal brontolio di uno stomaco. Quel brontolio è l’elemento che scatena l’azione, il dettaglio che racchiude … Continua a leggere

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L’umanità si traveste da bestia: “Brucia l’aria” di Omar Di Monopoli

di Adele Errico È una terra storta quella dei romanzi di Omar Di Monopoli, una terra che di sangue si abbevera e sangue germoglia, nella quale il sangue pulsa sotto uno strato di zolle e sotto questo strato qualcosa si … Continua a leggere

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Un fiore come alternativa alla morte: Di sera, un geranio di Luigi Pirandello

di Adele Errico Purché non finisca, sceglierebbe di essere un geranio. Un geranio per poter sopravvivere alla morte, per “consistere” ancora in qualcosa che appartenga a questo mondo: è il desiderio espresso dal narratore della novella Di sera, un geranio … Continua a leggere

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Di ardore e d’illusione: Ulisse tra Dante e Pavese

di Adele Errico Il canto di Ulisse a Primo Levi serviva per non perdere adiacenza alla propria natura di essere umano in un luogo in cui di umano era rimasto ben poco e del quale l’umana parola non poteva bastare … Continua a leggere

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Il teatro domestico in Revolutionary road di Richard Yates

di Adele Errico La felicità è la “salita di asfalto nero tutta tornanti di Revolutionary road”. Questo è quello che sembra ad April e Frank Wheeler mentre la percorrono a bordo della giardinetta della signora Givings in direzione della loro … Continua a leggere

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Graziano Gala, “Sangue di Giuda”. Nel nome disumano del Padre

di Adele Errico Lui è Giuda. Solo Giuda e nient’altro. A volte Giudariello, Giudariè, ma sempre Giuda. Con tutto il peso che questo nome si porta dietro, un nome infame che gli è impresso addosso come il marchio di una … Continua a leggere

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D’amore e di poesia: “Orientarsi con le stelle” di Raymond Carver

di Adele Errico È un ragazzo di nemmeno vent’anni e lavora come fattorino. È già sposato e legge Poe e Hemingway. Ha il sogno di scrivere, anzi è ossessionato dall’idea di dover scrivere qualcosa, ma si guadagna da vivere facendo … Continua a leggere

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«Il battito, qui, dei pensieri è prossimo | al respiro degli ulivi»: conversazione con Antonio Prete, vincitore del Premio Bodini 2020.

di Adele Errico Il Salento della lontananza, il Salento della poesia, il Salento del ricordo nelle parole di Antonio Prete. Antonio Prete con “Tutto è sempre ora” (Giulio Einaudi Editore) è il vincitore della settima edizione del Premio Bodini.  L’autore … Continua a leggere

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Lo sguardo dell’idiota: Benjamin Compson nell’Urlo e il furore di Faulkner

di Adele Errico “La vita non è che un’ombra che cammina; un povero attore che si pavoneggia e si agita per la sua ora sulla scena e del quale poi non si ode più nulla: è una storia raccontata da … Continua a leggere

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Lecce, la silenziosa. Come piaceva a Ercole Ugo D’Andrea

di Adele Errico Sotto gli occhi dei suoi santi di pietra, bianchi nel sole, immobili da centinaia di anni nelle loro nicchie in cima alle chiese, impietriti nella luce primaverile che si insinua nelle pieghe di marmo dei loro mantelli, … Continua a leggere

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Sisifo o della resistenza alla pietra

di Adele Errico I palmi delle mani aderiscono alla pietra, le braccia spingono mentre una spalla porta soccorso. Il collo si piega e una guancia si appiccica al masso, impastata di terra e sudore. Lo zigomo preme contro la pietra … Continua a leggere

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Scuole chiuse e niente feste: ecco 5 libri da leggere ai tempi del Coronavirus

di Adele Errico La letteratura, si sa, non è roba per ragazzi o per adulti, non è roba per lettori o per scrittori. È roba per esseri umani, perché – come scrive Raymond Carver citando Čechov – siamo “creature di … Continua a leggere

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Vittorio Pagano, il poeta e la sua città

di Adele Errico Vittorio Pagano appartenne a Lecce e questa città appartenne a Vittorio Pagano. Totalmente, visceralmente. A Lecce nacque nel 1919 e a Lecce morì, sessant’anni dopo. Poeta dagli orizzonti europei e traduttore dalla sensibilità affiorante, a partire dagli … Continua a leggere

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