Archivi tag: Antonio Errico

Letteratur (e) Rerum vulgarium fragmenta 9. L’indispensabile inutilità del classici

di Antonio Errico I classici possono anche non servire a niente. Per esempio, i classici non servono a niente quanto non si riesce a fornire risposte alle loro domande. Perché i classici non danno mai risposte; scagliano sempre domande, insegnando … Continua a leggere

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La penna, il computer e la sostanza della scrittura

di  Antonio Errico Probabilmente non è più il tempo di dire quello che sto per dire. Perché è superato, improbabile, anacronistico.  Eppure c’è chi lo dice e lo fa. E’ notizia di questi giorni che otto fra le maggiori università … Continua a leggere

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Arte e poesia hanno lo sguardo verso il futuro

di Antonio  Errico In  questo nostro tempo di povertà spirituale, l’unico modo per tornare vivi è richiamare in servizio l’arte, la poesia, essenziale come il sangue nelle vene, per sfuggire a un’attualità bugiarda, a pensieri fasulli. Così dice Toni Servillo … Continua a leggere

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Letteratur (e) Rerum vulgarium fragmenta 8. Soltanto una faccenda di casa

di Antonio Errico Quell’autore misterioso che è Elena Ferrante, ha un’idea suggestiva, forse anche emozionante, di letteratura. Probabilmente è un’idea che in taluni casi può  corrispondere  alla verità, a condizione che la letteratura sia una faccenda in cui si crede: … Continua a leggere

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Letteratur (e) Rerum vulgarium fragmenta 7. Quando sognare da soli non basta

di Antonio Errico Durante una conversazione tra Edoardo Albinati e Walter Siti, alla domanda  su “perché la letteratura?”, Siti risponde così: “per la stessa ragione per la quale si sogna”, riferendosi al sognare come necessità fisiologica. Poi dice: quando uno … Continua a leggere

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Un nuovo anno tra speranza e memoria

di  Antonio Errico Da qualche giorno è cominciato un anno nuovo. Ma il passaggio da un anno ad un altro è soltanto un pensiero rapidissimo, una percezione leggera, una delle innumerevoli espressioni di quel sentimento che avvertiamo ogni volta che … Continua a leggere

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Letteratur (e) Rerum vulgarium fragmenta 6. Dove tutto quello che può avvenire è già avvenuto

di Antonio Errico Quando i tempi sono, o sembrano, lineari, sbrogliati, distesi, armonici, regolari,  per comprendere quello che accade può essere sufficiente anche solo osservare. Quando, invece, i tempi sono aggrovigliati, complessi, multiformi, confusi, complicati, per comprenderne i significati  non … Continua a leggere

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Letteratur (e) Rerum vulgarium fragmenta 5. Per salvarci dall’apparenza

di Antonio Errico La letteratura serve a poco, serve sempre di meno, forse non serve più a niente. Non sappiamo che farcene dei profili di esistenza, delle configurazioni di destini, delle storie profonde, complesse, degli interrogativi, dei dubbi, dei ragionamenti … Continua a leggere

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Letteratur (e) Rerum vulgarium fragmenta 4. Il profondo Novecento

di Antonio Errico Nelle prime righe del prologo delle Storie di Giacobbe, Thomas Mann fa esplodere, come una mina, questa affermazione e questa domanda: : “Profondo è il pozzo del passato. Non dovremmo dirlo insondabile?”. Forse non tutto il passato … Continua a leggere

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Letteratur (e) Rerum vulgarium fragmenta 3. Al tempo degli argini smottanti

di Antonio Errico Dice di essere una contastorie, di credere nel potere delle storie, nella magia delle parole, perché le parole creano connessioni, ci rendono più consapevoli, più umani, più compassionevoli. Dice che i libri possono guidarci, ispirarci, svegliarci; a … Continua a leggere

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L’inutilità di un sapere che non somiglia all’esistenza

di Antonio Errico Vladimir Ipat’evic Persikov, luminare di zoologia, scopre un misterioso raggio rosso, capace di accelerare portentosamente la crescita di qualsiasi organismo vivente che vi si trovi esposto. La notizia trapela e viene diffusa con accenti sensazionalistici. Al direttore … Continua a leggere

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Letteratur (e) Rerum vulgarium fragmenta 2. Al principio della confusione

di Antonio Errico Ogni tempo pretende un racconto che in qualche modo lo rappresenti,  che scopra ed esponga quelle che sono le sue ferite superficiali e profonde, che ne riveli le farse e le tragedie, le coerenze e le contraddizioni, … Continua a leggere

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Creatività e tecnologia per lo sviluppo della civiltà

di Antonio Errico Maturano tempi, certe volte, che richiedono, o pretendono, la completa revisione e riformulazione di concetti stratificati, consolidati, rispetto ai quali si sono acquisite certezze sui significati, sulle loro relazioni con il sistema simbolico e culturale, con la … Continua a leggere

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Letteratur (e) Rerum vulgarium fragmenta 1. La letteratura non è di questo mondo

di Antonio Errico Ciascuno di noi pensa che ci sia qualcosa che possa cambiare il mondo. Ciascuno di noi pensa qualcosa di diverso da chiunque altro, o se pensa la stessa cosa di un altro, comunque la pensa in modo … Continua a leggere

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Futuro incerto, ultima eredità del Novecento

 di Antonio Errico A volte si ha l’impressione che l’orizzonte si sia fatto anche più nebbioso, che le figure di esistenza che solitamente s’intravedono nella lontananza siano diventate  ancora più vaghe, più indefinite, che le prospettive si siano abbassate fino … Continua a leggere

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La lingua cambia continuamente perché racconta l’esistenza

di Antonio Errico Le parole vengono dalle creature che nella loro esistenza hanno quelle parole. A volte le creature vengono da luoghi lontani e dunque anche le parole vengono da luoghi lontani. Da storie lontane. Da lontane, inimmaginate esperienze. Babele … Continua a leggere

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Questa inciviltà del rumore in cui annega il pensiero

  di Antonio Errico C’è un libro di Gillo Dorfles che si intitola Horror Pleni; il  sottotitolo reca La in (civiltà) del rumore. Questo tempo è ricolmo di rumore. Il chiasso rimbombante, il grido immotivato, l’espressione scomposta, la verbosità prepotente, … Continua a leggere

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Profondità o superficialità: che cosa consegnare al futuro

di Antonio Errico      L’uomo senza memoria vagola confuso ed incerto  nel presente che attraversa. Non sa qual è la logica del suo andare, qual è la ragione del suo fare. Non trova una spiegazione oppure una spiegazione neppure gli interessa. … Continua a leggere

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Un’emozione per comprendere l’arte e il mondo

di  Antonio  Errico La comprensione, forse, non è necessaria. Quella comprensione che si intende completa, compiuta, definitiva, può anche non essere necessaria. L’attrazione, invece, è necessaria. Il richiamo irresistibile. La seduzione provocata dall’incompreso, da quello che è o può sembrare … Continua a leggere

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Conoscere il passato per orientarsi nel futuro

di Antonio Errico A volte si ha l’impressione che sia rimasto tutto uguale a com’era in altro tempo: trenta, venti anni fa.  A volte sembra che tutto sia cambiato, che nulla sia e possa essere più nel modo in cui … Continua a leggere

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