Le vicende delle reliquie di Sant’Antonio di Padova attraverso varie testimonianze scritte

di Rocco Orlando


Cappella delle reliquie o del tesoro della Basilica di Sant’Antonio di Padova.

       Il Santuario delle reliquie di Sant’Antonio di Padova fu edificato dal genovese Filippo Parodi (1630- 1702) a partire dal 1690. Questa cappella venne costruita per riporre, in un luogo decoroso e più accessibile ai devoti, le reliquie illustri del Santo. La cappella è detta delle reliquie, anche se è stata elevata principalmente per la reliquia della “Lingua preziosissima” che attira devoti e turisti da tutto il mondo, affinché potesse essere onorata e venerata. Prima la reliquia si trovava “sulla parete di fondo della sacrestia, era piuttosto sacrificata, per le difficoltà di accesso, bisognava scendere alcuni gradini, perché chiesa e sacrestia non erano allo stesso livello; ed inoltre la sacrestia doveva espletare altre funzioni, che non consentivano il raccoglimento e la devozione di cui le reliquie sono meritevoli. Il miracolo strepitoso della lingua incorrotta, prolungatosi per secoli, ha sempre attirato folle innumerevoli, alla pari della tomba del Santo  ( V. Zaramella, ).

      Il padre Bernardo Gonzati (1853) così scriveva:“L’antoniana basilica possiede ab antico un’insigne collezione di sacre reliquie, col volgere degli anni aumentate di numero, doviziosa per pregevoli metalli, ricca dei più fini lavori di filo, di granaglia, di nielli, di cammei, di opere esimie di oreficeria”(vol.1 p. 95). Tutto questo Tesoro non  poteva più essere contenuto nella sacrestia e si decise di trasferirlo in un altro luogo della Basilica.

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