La lettera di Antioco III sugli abusi dell’esercito ai danni del santuario del dio Sinuri in Caria (Turchia)

di Biagio Virgilio

Fig. 1. Resti della piattaforma del santuario del dio Sinuri a Kalınağıl (Turchia).
(Foto BV, 29 maggio 2008)

Il 29 ottobre 1934 Louis Robert (1904-1985), il più grande storico-epigrafista del XX secolo, identificò nel villaggio turco di Kalınağıl, poco distante dalla città di Milas (l’antica Mylasa) in Caria, nella profonda Anatolia rurale, il santuario extra­urbano del dio cario Sinuri, sul quale si era nel tempo sovrapposta una chiesetta bizantina. L. Robert annotò nel suo Carnet n° 34 (1934): «Ce sanctuaire de Sinuri est à fouiller» (Questo santuario di Sinuri è da scavare).


Fig. 2. Resti sparsi del santuario del dio Sinuri a Kalınağıl (Turchia).
(Foto BV, 29 maggio 2008)

Di una iscrizione rinvenuta negli scavi e registrata con il n° d’inv. 202, L. Robert riusciva a leggere sui calchi poche lettere qua e elà dalle 10 linee superstitii, ma sufficienti a fargli stabilire che si trattava di una lettera reale scritta da un re siria­no Antioco. L. Robert si riprometteva di approfondire il deciframento dell’iscrizio­ne in occasione di un successivo viaggio in Caria.

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