A Castro, prima della dea Atena

Le scoperte durante la campagna di studio dei reperti

di Francesco D’Andria

Anse di brocche rituali con serpenti plastici, ceramica messapica del VII sec. a.C.

Tra il pollice e l’indice della mano che regge la brocca, un serpentello striscia verso l’imboccatura del vaso, per leccare il liquido, ma pronto anche a mordere l’incauto offerente. Per fortuna non si tratta di un evento reale e nessuno corre il rischio di morire avvelenato come Euridice: il serpentello è soltanto raffigurato sopra uno dei vasi di argilla rinvenuti a Castro. Dopo la campagna di scavi (settembre-dicembre 2019) realizzata nella zona del centro storico, a sud-est della Cattedrale, sta per concludersi una seconda campagna di attività, questa volta di scavo nei magazzini, nello splendido Laboratorio messo a disposizione dal Comune di Castro, che si trova negli spazi sotto piazza Perotti, sempre attraversati da una brezza leggera e con una vista mozzafiato sul mare. Dopo che le cassette dei materiali rinvenuti sono state lavate, è emersa una quantità di nuove scoperte: ripulendo le ceramiche dalle incrostazioni e dal terreno di scavo è ora possibile riconoscerne le decorazioni, a volte molto raffinate. Molte nuove iscrizioni messapiche sono state così scoperte e le conoscenze sulla lingua di questi nostri antenati si vanno ampliando ogni giorno di più.

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